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Termoprotettore per extension, come uso phon, piastra e ferro

6 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Il termoprotettore per extension è uno dei prodotti che considero davvero utili, perché lavoro con capelli veri e so che la possibilità di fare una piega non significa che il capello possa ricevere calore senza limiti.

Quando una cliente mi chiede se può usare phon, piastra o ferro, la risposta è sì. Ma insieme alla risposta spiego sempre come utilizzare il termoprotettore per extension e perché non ha senso tenere ogni strumento alla temperatura massima solo perché così fa prima.

Nel mio servizio applico extension a tessitura con microring e alla fine faccio la piega, liscia o mossa. Quindi il calore fa parte del lavoro quotidiano. La differenza è usarlo con controllo.

Termoprotettore per extension, quando lo applico

Lo uso prima dello styling a caldo sulle lunghezze. Voglio che il prodotto sia distribuito in modo uniforme, senza saturare la base dei microring. Poi procedo con l’asciugatura o con lo strumento scelto.

Non uso la piastra su capelli bagnati. Prima asciugo completamente la base e le lunghezze. Solo dopo, se serve, passo a ferro o piastra.

Come applicare il termoprotettore per extension

Lavoro in sezioni e distribuisco il prodotto sulle lunghezze, insistendo dove il capello è più esposto allo styling. Evito di caricare la cucitura e i microring. Prima del calore controllo che i capelli siano asciutti e districati.

Dopo la piega posso usare una piccola quantità di olio sulle punte, se serve. L’olio non sostituisce il termoprotettore e il termoprotettore non sostituisce la maschera. Ogni prodotto ha una funzione diversa.

Termoprotettore per extension, perché non do una temperatura universale

Non mi piace dire 170 gradi per tutte. Strumenti, texture, spessore e stato del capello cambiano. Una temperatura che su un capello funziona bene può essere inutile o eccessiva su un altro.

La regola che seguo è più pratica. Uso il calore necessario per ottenere il risultato, non più del necessario. Se una piega viene bene a una temperatura più bassa, non c’è motivo di salire.

Prima asciugo la base, poi penso alla piega

Sulla tessitura per me la priorità è radice, microring, cucitura e parte interna delle fasce. Non lascio quella zona umida mentre le punte sono già perfette.

Dormire con la base bagnata o lasciare umidità nella tessitura può rendere più difficile la gestione della ricrescita. Per questo dico sempre alle clienti che il phon non serve soltanto per l’estetica. Serve anche a gestire bene la struttura.

Il calore e la durata delle extension

Le extension possono durare indicativamente circa un anno e, con una buona cura, anche di più. Ma non prometto una durata identica per tutte. Frequenza di styling, idratazione, mare, piscina e modo in cui vengono pettinate cambiano molto il percorso.

Se ogni giorno utilizzi molto calore senza protezione, la maschera non può annullare tutto. La cura funziona quando i passaggi lavorano insieme.

Prima dello styling, ripasso sempre anche la regola di spazzolare le extension senza tirare la base.

Come faccio una piega senza appesantire le extension

Parto da capelli districati, lavoro in sezioni e non tiro la base per creare tensione inutile. Sulle lunghezze uso il termoprotettore, poi scelgo lo styling. Se la cliente vuole un mosso morbido, non serve ripassare la stessa ciocca dieci volte.

Un consiglio molto semplice

Se hai investito 530€ in un’applicazione da 55 cm, 680€ per 65 cm o 1.250€ per 75 cm, non serve complicare la routine. Proteggi prima del calore, usa una temperatura sensata, idrata le lunghezze e non trascurare la riapplicazione.

È questo approccio pratico che porto nel mio lavoro a Milano. Non tratto le extension come un oggetto fragile, ma nemmeno come capelli indistruttibili. Sono capelli veri, e vanno gestiti con criterio.

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